mercoledì 1 dicembre 2010

Soffio

Soffio

di Kim Ki-duk


Trama - Commento generico

Un film veramente ricchissimo di tematiche, di spunti e di frame magnifici e poetici... parlando brevemente di questo film direi che è incentrato sui parallelismi: i due protagonisti sono accomunati dalla stessa condizione di silenzio e prigionia: Jin in carcere, alle prese con uno strano rapporto con i suoi compagni di cella, fatto a volte di premure, favori e gentilezze e, a volte, di ripicche e dispetti... Yeon rinchiusa in una casa (in cui continua a scolpire statue alate...) e in una situazione dalla quale vorrebbe solo fuggire via, ma vi resta cmq ancorata... L'incontro tra i due darà a lei lo sfogo emotivo e verbale, a lui la speranza... in un crescendo di eventi e patos, la fine è magnifica!!!

Il film continua poi con un continuo richiamarsi, attraverso immagini o scene speculari, riferimenti anche alle opere precenti del regista koreano, simboli... grande prova di regia!! :woot: :woot:

Commento ultra spoileroso.... ( se non l'avete visto e lo leggete vi rovinate tutto!! :P )

Si inizia con quella che è la presentazione parallela di due prigioni...
Jin è un detenuto in attesa dell'esecuzione, mentre Yeon è una donna volontariamente rinchiusa nella sua casa e rinchiusa nel silenzio. Passa le giornate ad occuparsi della casa e a scolpire statue alate, simbolo ovviamente della voglia di andare via...
Bellissima l'immagine della camicia bianca che le sfugge dalle mani e, per un attimo, si gonfia e vola... poi cade a terra, sporca e Yeon la getta via...
Dal telegiornale Yeon apprende che JIn, un suo ex ragazzo, ha tentato per l'ennesima volta il suicidio... per diverso tempo questa notizia non è che lo sfondo al silenzio della casa, all'incomunicabilità dei coniugi... poi entra in scena il fermaglio viola, il segno del tradimento e Yeon va a trovare Jin in carcere. Inizia così una serie di incontri nel parlatorio, sotto lo sguardo e il controllo del capo della prigione, noi ne scorgiamo solo il riflesso nel monitor del computer dal quale egli ( lo stesso Kim KI Duk ;) ) li spia.
Jin non può parlare a causa delle ferite che si è inferto ma Yeon, che ancora non le abbiamo sentito rivolgere una parola al marito, può e si sfoga di tutto... ricordi, sensazioni, emozioni, paure...
Yeon trasforma ogni volta il parlatoio, con stampe e addobbi, in una stagione diversa ( e con una breve canzone iniziale dedicata alla stagione :lol: ), legata ad un ricordo speciale di cui poi parla con JIn.
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Gli incontri ricalcano uno schema sempre uguale, se non fosse per il graduale avvicinamento dei due protagonisti che culmina con il bacio, sempre interrotto dal capo della prigione, fino alla visita d' "autunno" quando è lasciato proseguire dal capo della prigione sotto gli occhi del marito di Yeon, che l'ha seguita per vedere dove andava ogni volta...
Qui c'è la svolta, il marito tronca la sua relazione e prova a ricostruire il matrimonio, vuole impedirle di vederlo ma lei si ostina a non proferire parola, solo di fronte alla loro bambina fa un passo indietro e interrompe le visite.
Qui Kim ci ripropone la scena della camicia lasciata andare, lasciata volare... ma quando Yeon scende a prenderla invece di buttarla via la riporta in casa, forse in segno di accettazione della sua situazione, o meglio il desiderio di migliorarla?
Quando Jin ritenta il suicidio Kim ci svela il suo crimine, orribile certo, anche se una vera accusa non c'è, ma ormai è troppo tardi... siamo già affezionati a lui e non possiamo non avere simpatia e compassione per lui...
Poteva dircelo da subito ma avremmo avuto delle riserve nei suoi confronti, dei pregiudizi... poteva non dircelo ma svelandocelo gli toglie ogni importanza, anche quella del dubbio.

Considerazione a margine:
Ci accorgiamo anche che il numero da detenuto di Jin si differenzia per una sola cifra dalla targa del marito di Yeon, un caso o un simbolo? In fondo il numero della prigione è pur sempre una targhetta... tra l'altro quella di JIn era rossa, mentre gli altri detenuti ce l'avevano grigina, forse perchè lui si differenziava per il fatto di essere un condannato a morte? forse che tutti noi abbiamo una targa, un destino segnato ma una condanna diversa? boh...

osì avviene un ultimo incontro tra i due, un ultimo disperato avvinghiarsi di corpi, senza nemmeno una parola... che culmina nel tentativo di lei di togliergli l'aria con un bacio ( scena speculare a quella precedente del marito, di cui però fatico a cogliere bene il senso...dovrò rivedermela bene in dvd.. -_- ), il tentativo viene sventato dalla guardia... e i due si separano per sempre.
Yeon raggiunge suo marito e sua figlia, fuori dalla prigione e mentre si allontanano iniziano tutti a cantare una canzone sull'inverno, il primo scambio verbale che Yeon ha con suo marito è quello canoro... ( almeno se non dico fesserie!! :unsure: :lol: )

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